In questo articolo troverete indicazioni utili su una delle passeggiate più incantevoli che si possano fare partendo da Taormina. Si tratta di un’antica via di accesso a Castelmola, situata lungo il versante sud del Monte Tauro, la montagna sovrastante Taormina. Dato che partendo da Taormina questo percorso è tutto in salita, durante l’estate è sconsigliato percorrerlo  nelle ore più calde, perché il clima estivo in Sicilia può essere incredibilmente caldo e umido. I momenti migliori per intraprendere questa bella passeggiata sono in autunno, inverno e primavera, durante le ore di luce della giornata, mentre in estate una buona opzione per questa passeggiata potrebbe essere al tramonto o molto presto al mattino. Quando il tempo è più caldo, è bene camminare durante i periodi meno caldi della giornata, e portare con se almeno una piccola bottiglia d’acqua. Questa breve escursione vi offrirà magnifiche vedute dell’Etna, di Giardini Naxos e della costa fino al golfo di Catania, e sarà un’occasione unica per fotografare questo indimenticabile paesaggio storico e naturale.

Una veduta di CastelTaormina, Madonna della Rocca e Taormina, incorniciata tra ferule e fichi d’India

DURATA, EQUIPAGGIAMENTO E DA DOVE PARTIRE

La camminata che sale a Castelmola può richiedere da 30 a 45 minuti o anche più, a seconda della forma fisica e delle pause che si decide di fare. È un percorso molto semplice, e portando solo a Castelmola, è quindi impossibile perdersi lungo il cammino. Tuttavia, tenete presente che un paio di buone scarpe renderanno la vostra esperienza più piacevole: se non avete scarpe da trekking, anche semplici scarpe sportive andranno bene. Allora, indossate scarpe comode e robuste, preparatevi a godervi un po’ di tempo nella natura.

La natura della zona, i fichi d’India la fanno da padroni

Come punto di partenza si può scegliere sia Porta Catania che la Circonvallzione, anche chiamata via Leonardo Da Vinci. Partendo da Porta Catania, si sale su via Apollo Arcageta, si passa per Piazza Andromaco, e si continua salendo per raggiungere lo scalone “Celestino Penna”, che vi porterà in piazza Goethe. Da lì, seguendo le scale, troverete presto il sentiero sul lato destro di una piccola strada privata che porta a una grande residence di colore rosa. L’altra opzione per iniziare questa passeggiata è partire da via Circonvallazione, la rotabile che collega Taormina a Castelmola, anche se camminerete su questa strada solo per pochi minuti. Quasi alla fine del centro di Taormina,infatti, vedrete un grande complesso rosa di case moderne: entrate nella strada che porta a questo complesso, e presto vedrete l’inizio di una scala in pietra sul lato destro.

L’arco in pietra chiamato in Siciliano “Purtedda saracena”, Porta Saracena – un antico accesso alla fortezza di Castelmola

Lo stesso percorso può essere percorso anche in direzione opposta: partendo da Castelmola, è possibile scendere a Taormina, e in questo caso l’inizio del Sentiero dei Saraceni si trova in via Alcide De Gasperi, una strada che delimita il lato sud del borgo. Una piccola terrazza panoramica con un paio di alberi si trova a pochi passi dall’inizio del sentiero da Castelmola.

L’Etna fumante al tramonto, come si vede dal sentiero dei saraceni

 

ITINERARIO DA TAORMINA A CASTELMOLA
La maggior parte del percorso è in realtà una scala composta da lastre di pietra. Uno dei primi tratti di questo percorso è coperto da una varietà di alberi, tra i quali riconoscerete alcuni ulivi. Lasciando le zone ricoperte da alberi si godrà presto di una vista mozzafiato sull’Etna: soprattutto in inverno, quando il vulcano è coperto di neve, il paesaggio è davvero unico.
Rossi e succosi fichi d’India occhieggiano tra le “pale”, pronti per essere raccolti 🙂

L’itinerario presenta alcune tappe interessanti: il primo è la necropoli di Cocolonazzo, sepolture preistoriche, costituite da piccole grotte artificiali, situate alla base di una grande protuberanza rocciosa. Anche se molto vicino al percorso, questo sito non è lungo il sentiero: può essere raggiunto con una deviazione in mezzo agli alberi, ma solo se si è già visto dove si trova, ad esempio se si esegue il percorso inverso, scendendo da Castelmola verso Taormina. In ogni caso, le piccole grotte possono essere facilmente individuate pochi passi dopo l’arco di pietra medievale, guardando verso est, in direzione del mare aperto. La nostra prossima tappa è proprio la Porta saracena. Questo piccolo passaggio in pietra costituiva un accesso alla città fortificata di Mola e, secondo fonti storiche, gli Arabi passarono attraverso questa porta per arrivare a Taormina, e per questo motivo è detta infatti “Porta Saracena”. Questa parte della passeggiata offre una splendida vista su Taormina, Giardini-Naxos e la costa orientale della Sicilia. La camminata prosegue poi verso l’alto, dando la possibilità di osservare l’interessante panorama delle colline tutt’attorno, modellate da numerosissimi muri a secco costruiti lungo i pendii delle colline circostanti. Questo particolare paesaggio culturale, composto da infinite terrazze ci dice molto sulla storia economica di questa zona: l’estensione dei terrazzamenti che coprono quasi tutta la superficie del territorio circostante, dimostra chiaramente quanto fosse importante la produzione agricola nei secoli passati.

Profumatissimi fiori bianchi, tipici della macchia mediterranea

Dopo il passaggio della Porta saracena, la tappa successiva lungo il percorso verso Castelmola è la piccola cappella di San Biagio, costruita su una terrazza panoramica, dove probabilmente vorrete fermarvi per qualche minuto per riposarvi e contemplare la vista del vulcano attivo più alto d’Europa. L’edificio originale di questa piccola cappella risale al I secolo dC, fu la prima chiesa costruita a Castelmola e vi si trova un affresco della Vergine Maria con il bambino, San Biagio (San Biagio) e angeli. A questo punto siamo quasi alla fine del nostro percorso, perché Castelmola è solo a cinque minuti a piedi da questa piccola chiesa. Se volete continuare a salire, poco più su troverete una piccola terrazza panoramica con un paio di alberi di gelso.

La chiesetta di San Biagio
VEGETAZIONE
Questa zona è anche conosciuta come “Piano delle ficare”, letteralmente “pianura dei fichi d’India” (Opuntia ficus indica): di questa pianta infatti incontrerete una quantità incredibile, e in autunno, se porterete con voi un paio di guanti, potrete persino raccoglierne alcuni. In realtà l’intera campagna qui è ricca di piante commestibili o di alberi da frutto: potresti scorgere qualche mirto e diversi ulivi all’inizio del sentiero, roveti di more, alcuni mandorli vicino alle varie case di campagna abbandonate, e alcuni alberi di gelso nel tratto più alto del percorso. Fusti di Ferula (ferula communis, una pianta estremamente comune in Sicilia) erano molto usati in passato per costruire sgabelli o tavolini. Altre piante comuni che vengono frequentemente utilizzate in cucina sono: il finocchio selvatico (foeniculum vulgare), la malva (Malva silvestris), la borragine (borrago officinalis), gli strigoli (o cannatella, silene vulgaris), i “cavoliceddi” (brassica fruticulosa), o il prezzemolo alessandrino (smyrnium olusatrum), e cespugli di capperi, che vedrete ad esempio proprio sul muro di pietra della Porta saracena. Anche il cardo (Cynara cardunculus), l’artemisia, la nepetella (Clinopodium nepeta, una varietàselvatica di menta) e la ruta graveolens hanno impieghi officinali. Infine, per completare il quadro, spesso in zona è possibile vedere poiane che planano intorno grazie alle correnti termiche.
Fichi d’India disposti in modo curioso su una “pala”, e varie piante di prezzemolo alessandrino